martedì 27 settembre 2016

BACCALA' MANTECATO

Che nella nostra famiglia il baccalà sia più che gradito è ormai cosa nota e non mi dilungherò nuovamente sulla storia del baccalà che potete trovare qui .
Questa volta, però, nonostante il nome non si tratta di baccalà ma di "Stoccafisso"; una domanda sorge spontanea :" Quale è la differenza?".La materia prima è sempre la stessa: il merluzzo che si pesca nei mari del Nord solo che il baccalà viene conservato sotto sale mentre lo stoccafisso è essiccato. La produzione dello stoccafisso è praticamente un monopolio della Norvegia. Per ben 3 mesi l'anno il merluzzo viene lasciato ad essiccare su delle rastrelliere fino a diventare duro come un pezzo di legno. Per reidratarlo ci vogliono dai 5 ai 7 giorni in acqua ben fredda.
Entrambi i metodi (salatura ed essiccazione) sono antichissimi  e venivano utilizzati per  la conservazione dei pesci e delle carni. Lo stoccafisso pare sia stato scoperto da un commerciante veneziano tal Pietro Querini che naufragò sulle isole Lofoten nel 1432. Costretto con parte della ciurma su queste isole, imparò a conoscere lo stoccafisso, dalla pesca ai metodi di conservazione e, un volta tornato a Venezia, ne diffuse la conoscenza. Da quel momento, grazie anche ai dettami della religione cattolica che prevedeva dei periodi "di magro" lo stoccafisso venne utilizzato come base di preparazione di diversi piatti. Tra tutti spicca il baccalà mantecato che, a dispetto del nome, viene in realtà preparato proprio con lo stoccafisso che, rispetto al baccalà, ha un sapore più intenso. Già i Norvegesi preparavano una sorta di crema sbattendo lo stoccafisso lessato con il burro ma oggi la ricetta si è evoluta in una versione più gourmet che oggi vi propongo.


INGREDIENTI
(per 4 persone)
Gr. 400 stoccafisso già ammollato
gr. 260  latte fresco intero
gr. 800 acqua
gr. 540 olio di semi di arachide
q.b. sale e pepe

PROCEDIMENTO
Mettere in una pentola lo stoccafisso e coprirlo con il latte e l'acqua freddi; porre sul fuoco e portare a bollore. A questo punto abbassare la fiamma e far sobbollire a fuoco medio per 20 minuti e,  comunque, sino a che lo stoccafisso sia ben lessato. Spengere il fuoco  e far freddare.
Quando il pesce sarà ben freddo, togliere tutte le spine e sminuzzarlo al mixer. A questo punto, avvalendovi di una planetaria con la frusta iniziate a montare lo stoccafisso sminuzzato a  velocità medio alta aggiungendo l'olio a filo. Qualora fosse troppo consistente potete aggiungere un goccino dell' acqua/latte di cottura. Considerate che ci vogliono una quindicina di minuti circa e, comunque, il baccalà mantecato sarà pronto quando avrà raggiunto la consistenza di una panna montata.
Questa volta l'abbiamo mangiato come antipasto con crostini di pane ed un mix di peperoni ma si sposa bene anche con la polenta tostata.
Provatelo! non rimarrete delusi! Buon Appetito.

mercoledì 21 settembre 2016

GNOCCHI DI BACCALA' AI PEPERONI

E' passato un mese e mezzo da quando ho scritto sul blog e....mi sembra sia passato un secolo.
Nel tempo trascorso ho perso una persona cara: il mio papà e questo ha rappresentato un punto di svolta decisivo nella mia vita. Per giorni non mi sono neanche avvicinata alla cucina....cosa molto insolita visto che quando cucino mi si pulisce la testa e l'anima.
Non questa volta!
Questa volta ho avuto bisogno di tempo per iniziare a rimettermi in pista ed ho iniziato in sordina facendo dei biscottini per la famiglia, poi, timidamente, una crostata per degli amici inglesi che ci sono venuti a trovare e a coccolare, poi ancora  una torta di cake design con i lego police man per un cliente abituale e poi, finalmente, dopo un meraviglioso week end in Toscana con la famiglia ed un'esperienza degustativa da urlo presso il nuovo ristorante di mio nipote (L'Essenziale a Firenze)  mi è tornata la voglia!
Complice la telefonatina di una cliente, Alessandra,  che mi chiedeva una proposta per una cena di compleanno, mi sono lanciata nella spesa.
Ora come ho detto più volte, abito a Roma vicino ad uno dei mercati migliori della città dove, da più di 60 anni, c'è un banchetto che vende baccalà e stoccafisso da urlo!! Adoro il baccalà e lo adorava anche il mio papà e quindi, anche in suo onore, ho preparato questa nuova ricetta. Siete pronti? VIA!

INGREDIENTI
(Per 4 persone)
gr. 300 Baccalà
gr. 150 farina 00
gr. 500 patate farinose (Circa 3 patate medie)
N° 1 uovo
N° 2 peperoni medi
1 manciata di uva sultanina
gr.40 pinoli
q.b. sale fino, pepe, prezzemolo

PROCEDIMENTO
Lavare bene le patate  e metterle, con tutta la buccia, in acqua fredda leggermente salata. Dal bollore aspettare dai 20 ai 30 minuti prima di verificare con una forchetta se siano morbide.
Nel frattempo, lessare il baccalà mettendolo in acqua bollente senza sale (Meglio verificare la sapidità a fine cottura in quanto, anche se correttamente ammollato, potrebbe essere comunque troppo salato) e scolare bene quando è pronto. Prenderne i 2/3 e utilizzando il mixer formare una purea alla quale aggiungerete l'uovo sbattuto; se necessario, aggiustatelo con sale ed un pizzico di pepe.
Per quando avrete finito di preparare il puré di baccalà le patate saranno pronte.
Mettere un velo di farina sulla spianatora o, meglio, su un piano di marmo, e , dopo averle sbucciate, passate le patate al passapatate direttamente sulla farina. A questo punto aggiungete anche la purea di baccalà e uovo e procedete ad impastare gli gnocchi aggiungendo poco alla volta la farina.
Ora, il problema è che vi si appiccicherà....da tutte le parti ma.....non demordete e, soprattutto, io quando il più è amalgamato, mi lavo le mani e le inumidisco con dell'olio d'oliva; vedrete che sarà molto più facile lavorare l'impasto!.
Formate una palla e preparate nel frattempo un vassoio spolverizzato di farina su cui adagerete gli gnocchi mano a mano che li preparate.
Con parte dell'impasto iniziate a preparare dei filoncini che poi taglierete in gnocchi il più possibile regolari.
Io li lascio riposare così per almeno un 15 minuti per far leggermente freddare lo gnocco. Se piace, si possono creare delle scanalature con i rebbi di una forchetta....ma io li preferisco lisci !
Prima di iniziare a impastare gli gnocchi, avrete tagliato a quadratini i peperoni. Io li preparo mettendo in una padella un filo d'olio. Li faccio saltare a fuoco vivace per almeno 10 minuti e poi li salo, abbasso la fiamma,  aggiungo una manciata di uva sultanina, aggiungo un mezzo bicchiere d'acqua, li copro e li lascio andare per almeno 20 minuti. Alla fine prendo i soli peperoni (Lasciando a parte l'uvetta) e li passo al mixer.


BENE! Gli gnocchi, sono pronti
I peperoni sono cotti e mixati
Manca da tostare brevemente i pinoli in un padellino antiaderente e poi siamo pronti a comporre il piatto.

Tuffare gli gnocchi (Non tutti insieme) in acqua salata bollente e non appena vengono a galla, prenderli con una schiumarola e metterli in una ciotola dove avrete messo la metà della purea di peperoni.
Mescolare ben bene e posizionare gli gnocchi nei piatti aggiungendo sopra in quest'ordine:
Purea di peperoni
pezzettini di baccalà lessato e sbriciolato e
uvetta sultanina
pinoli tostati
un pochino di prezzemolo

Che dire....a casa mia l'esperimento è piaciuto.....tantissimo per cui, cara Alessandra, che gnocchi di baccalà sia!


sabato 6 agosto 2016

CIOCCOLATO E PESCHE.....WHAT ELSE?

Che ho una smisurata passione per il pasticcere Leonardo Di Carlo si sà! Vado in giro con il suo librone sotto braccio come fosse una "Bibbia" della pasticceria. Ma in realtà sono moltissimi i pasticceri che mi ispirano e mi spingono a fare meglio Uno su tutti è  Maurizio Santin. E' una perla rara per disponibilità e facilità di condivisione, in più le sue ricette sono praticamente....PERFETTE! Non mi è mai capitato di trovarmi in difficoltà replicando una sua ricetta e seguendo passo passo i suoi suggerimenti. Fra le sue creazione ce ne è una che io adoro: La torta Tenerella. E' una tota semplice, veloce, facile e incredibilmente versatile.
Da sola o abbinata ad altri ingredienti è una vera delizia per il palato. Si presta a milioni di rivisitazioni ed ha l'incredibile caratteristica di piacere a tutti.....ma veramente a tutti, tutti, tutti, anche quelli che dicono "io i dolci non li amo!".
Questa volta l'occasione era una cena tra amici e la voglia, era quella di unire al cioccolato il profumo delle pesche che in questo periodo sono strepitose.
Detto fatto! Ecco a voi la "tenerella alle pesche".
Base, Torta tenerella, sopra uno strato di confettura pesche e menta e per chiudere una meravigliosa namelaka al limone  guarnita con pesche spadellate con zucchero si canna e cannella. E' stato un successone!

INGREDIENTI
per una tortiera quadrata 20x20

Torta tenerella : la ricetta ed il procedimento lo trovate Qui

CONFETTURA DI PESCHE E MENTA
Gr. 500 pesche giallo e mature
 gr 300 zucchero semolato
Il succo di mezzo limone
1 manciata di foglioline di menta e mentuccia

Sbucciare le pesche e tagliarle a pezzettini. Porre, in una casseruola, la meta' dello zucchero, i pezzetti di pesca e la menta , e coprire con la restante parte dello zucchero. Far macerare per circa 4/5 ore. Accendere il fuoco ed iniziare la cottura della confettura. Se si forma della schiuma in superficie ( e' normale che accada), toglierla con una schiumare la.  Trascorsi circa 20 minuti, aggiungere il succo filtrato di mezzo limone e continuare la cottura sino a che la confettura superra' la prova del piattino. Che cos'e'? Si, mette un cucchiaino di compostsu di un piattino, si aspettano 1/2 minuti e poi si gira il piattino; se la confettura rimane al suo posto e non cola.....e' pronta!.
Togliere la confettura dalla casseruola e porla in una tazza coperta dalla pellicola a contatto e farla intiepidire.
Stenderla sulla tenerella e far freddare.

NAMELAKA AL LIMONE
La ricetta l'ho presa dal mitico Blog "i dolci di Pinella".

gr.100 latte intero
gr. 3 gelatina
gr. 15 acqua freddissima
gr. 170 cioccolato bianco
gr. 200 panna liquida fredda
gr. 60 succo filtrato di limone
la buccia grattugiata di mezzo limone biologico

Per prima cosa mettere   ad idratare la gelatina n acqua ben fredda e poi scaldarla brevemente o al microonde o a bagnomaria. Fondere il cioccolato. Far bollire il latte ed unirvi la gelatina. Poi, in tre riprese, versate il atte bollente sul cioccolato creando una bella emulsione miscelando con la marisa. Aggiungete la panna fredda e mescolate con un minipimer facendo attenzione a non inglobare aria. A questo punto aggiungete il succo di limone filtrato e la scorza. Mescolate con attenzione non inglobando aria, coprire con pellicola a contatto e porre in frigo per almeno 8 ore (io l'ho fatto riposare per una notte).
Il giorno successivo l'ho montata con la frusta.

PESCHE SPADELLATE
n° 2 pesche giallone

Lavare accuratamente le pesche e tagliare a fettine non molto sottili. Mettere in una padella antiaderente 1 noce di burro e d cucchiai di zucchero di canna integrale. Quando il burro si sarà sciolto e avrà formato con lo zucchero una sorta di cremina, mettere le fettine delle pesche . Aiutandovi con una pinza girare le fettine dopo 2/3 minuti e , comunque, quando si saranno colorite. A questo punto spolverizzate le pesche con 1 cucchiaino di cannella passata al setaccio. Far andare ancora per 2/3 minuti e poi mettere le fettine su un foglio di carta forno in attesa dell'utilizzo.

MONTAGGIO DEL DOLCE
Spalmare la confettura di pesche e menta sopra la tenerella ed attendere che si freddi. Decorare con la namelaka al limonee le fettine di pesca spadellate. Io per la decorazione con la namelaka ho utilizzato la bocchetta dal Sain Honoré ma ognuno può utilizzare al meglio la propria fantasia.

Che dire.....è stata un successone. Provatela!!



sabato 23 luglio 2016

CROSTATA PESCHE E ROSMARINO

E finalmente la stagione delle pesche è arrivata! Al mercato se ne trovano di tutti i tipi e ogni volta mi viene da ripensare a Giulio e Mimina. Chi sono? Due splendide persone che hanno fatto parte della mia vita con affetto. Persone semplici, di campagna, con la saggezza e la perspicacia che la dura vita dei campi spesso insegna. Persone con tanto affetto da dare e con la disponibilità a darlo. E veniamo alle pesche; un giorno, ormai tanti anni fa, siamo passati a trovarli con i miei figli che erano ancora piccoli e quando stavamo per ripartire, Giulio si è fatto avanti con un piccolo regalo per noi: 2 meravigliose pesche giallone del SUO albero!. Non posso descrivere a parole quanto fossero buone e saporite quelle due pesche ma vi posso assicurare che abbiamo fatto tutto il viaggio di ritorno con un profumo inebriante che riempiva l'abitacolo ammaliando i nostri sensi e facendoci pregustare il momento in cui le avremmo assaggiate. Non ho più trovato delle pesche così. Vado al mercato e le annuso come un cane da tartufo ma quel profumo e quel sapore non li ho più ritrovati....sarà che erano condite con l'amore?
Comunque la mia passione per le pesche rimane  e questa volta, per una cena tra amici, ho deciso di fare una ricettina semplice ma.....goduriosa da condividere con voi.

INGREDIENTI
per una tortiera da 26/28

Frolla
gr. 300 farina 00 (Questa volta ho usato una meravigliosa farina di grano antico tenero della ditta                                       FORNOVECCHINO)
gr. 150 burro freddo
gr. 100 zucchero a velo
gr  32 tuorlo d'uovo (circa 2 tuorli)
la buccia grattugiata di mezzo limone

Sabbiare la farina con il burro tagliato a pezzettini non molto grandi e regolari, aggiungere un pizzico di sale e la buccia grattugiata di mezzo limone. Quando il composto ha assunto la consistenza del parmigiano grattugiato, aggiungere lo zucchero a velo e, per ultimo i tuorli d'uovo. Non appena il composto forma una massa omogenea, toglierlo dalla planetaria, formare una palla  che metterete a riposare in frigo per almeno 1 ora coperta con la  pellicola.

Crema al rosmarino
gr. 250 latte intero + un po' per ritornate al giusto peso dopo infusione
gr. 50 panna da montare
gr. 60 zucchero semolato
gr. 66 tuorli d'uovo (4 medi)
gr. 27 fecola di Mais
gr. 30 burro
1 rametto di rosmarino

Porre in una pentola il latte, la panna ed il rosmarino tagliano gli aghetti in 2. Portare a bollore, togliete dal fuoco e lasciate in infusione per almeno 30 minuti (io ho preferito aspettarne 45).
Filtrare il tutto e ripesate i liquidi aggiungendo il latte fino ad arrivare al peso totale di gr. 300 e mettere nuovamente sul fuoco. 
Nel frattempo in una ciotola mescolate i tuorli con lo zucchero e poi la maizena setacciata facendo attenzione a che non si formino grumi ma anche evitando di sbattere; quando il latte sta nuovamente per bollire, versarlo in 3 volte sul pastello mescolando ben bene con una frusta er evitare che si formino grumi. Travasate il tutto nuovamente nella pentola e far arrivare la crema al bollore sempre mescolando ad 8 con una marisa. Quando inizia a sobbollire spengere il fuoco, aggiungere i 30 gr. di burro e amalgamare il tutto. Se doveste vedere una sorta di grumi, girate energicamente con una frusta e nel caso rimangano dei grumi, filtrare al setaccio.
Porre la crema su un vassoio foderato con carta forno coperta con la pellicola a contatto e con dei ghiacciolini da borsa frigo sotto al vassoio per favorire un rapido abbassamento della temperatura.

Nel frattempo avrete steso la  frolla con cui avrete quindi foderato una tortiera. Bucherellare il forno e procedere con la cottura in bianco. Per i meno esperti, coprire la frolla con altra carta forno e metterci dei fagioli secchi; infornare a 180° per circa 15 minuti trascorsi i quali toglierete i fagioli e la carta forno e rimetterete in forno per ulteriori 20 minuti e comunque sinoa a che la frolla diventa di un bel colore dorato.
Per i più esperti, foderare la tortiera e bucherellare la frolla, porre in frigo per un 15/20 minuti  e poi infornate per circa 30 minuti a 180 °.

Quando la base di frolla è tiepida ed anche la crema lo è, mettere la crema nella base di frolla e livellarla bene in modo regolare; coprire con una pellicola e porre in frigo.

Decorazione
n° 2 pesche giallone o spaccarelle medio grandi.
3 cucchiai di zucchero semolato
1 cucchiaino di miele

Sbucciate le pesche e tagliatele  a fettine possibilmente di uguale spessore; mettere una padella antiaderente sul fuoco e quando è bella calda mettete le pesche aggiungendo 2 cucchiaiate di zucchero. Far dorare le fettine da un lato e poi giratele. Aggiungete il restante zucchero ed il cucchiaino di miele. Quando le pesche si saranno colorite, togliere dal fuoco e , aiutandovi con una pinza, adagiate le pesche sulla torta. Guarnite con aghetti di rosmarino e conservare il frigo fino al consumo che, vi garantisco, sarà VELOCISSIMO!!!!






domenica 17 luglio 2016

SAN MARZANO AL FORNO

L'estate è la stagione dei pomodori. Io li adoro! credo che dipenda dal fatto che mi ricordano mio nonno. Quando eravamo piccole, a partire da fine luglio fino a metà settembre, trascorrevamo le vacanze con i nostri nonni in Abruzzo dove avevamo un casa con annesso orto. L'ortolano ogni tanto arrivava con dei secchi carichi di profumatissimi fichi o altri frutti o ortaggi ma i pomodori erano per me i preferiti. Spesso nonno ci preparava la merenda andando a raccogliere i pomodori sulla pianta. Me li ricordo, ancora tiepidi di sole, tagliati a fettine regolari e  messi su una fetta di pane conditi con sale ed olio: non credo ci sarà mai più una merenda altrettanto buona!
Negli anni poi ho imparato ad apprezzare le diverse qualità: casalino, San Marzano, cuore di bue, Ramato, datterino,pantano, a grappolo, perino, ciliegino, torpedino, ....chi più ne ha, più ne metta. Io li amo tutti!!! Ognuno ha un suo utilizzo che ne esalta le caratteristiche.

Il San Marzano è uno dei miei preferiti: ha pochi semi, la polpa soda e carnosa, ed è buonissimo sia crudo che cotto. Quando li trovo belli turgidi e sodi non resisto! Per cucinarli  al forno preferisco prendere quelli più rossi perché, a mio avviso, vengono meglio.
Lo so, lo so, pensare di accendere il forno fa quasi paura con questo caldo, ma il trucco è farli la sera e mangiarli il giorno dopo dopo averli tenuti un po' fuori dal frigo tanto con 37 gradi di media......si scaldano che è una meraviglia!
Per una volta metterò quantità approssimative perché.......c'è chi ama i capperi e non le olive, c'è chi ama le olive e non l'origano e c'è...e c'è.......insomma vanno un po' a gusto di chi li prepara. Io vi lascio la mia ricetta poi voi....sbizzarritevi!

INGREDIENTI
6/7 pomodori San Marzano rossi e sodi
1 cucchiaiata di origano (quello buono possibilmente calabrese o pugliese)
gr.60 olive di gaeta... circa
2 cucchiaini di capperi
q.b. sale, pepe olio

PREPARAZIONE
Lavare i pomodori e tagliarli per lungo a fettine né troppo spesse né troppo fine ( e qui mi aspetto commenti salaci Ah  Ah). Disporli su una teglia sopra alla carta formo e iniziate a mettere gli altri ingredienti. Per primo l'origano, poi i capperi  e le olive di Gaeta denocciolate  e per ultimo i
condimenti (sale, pepe ed olio). Infornate a 180° per circa 30/40 minuti. Io consiglio di verificare la cottura a 20 minuti e lì ritarare il tempo residuo in base a come si vuole che siano i pomodori se più o meno cotti. Fine....già finito??? SIIIIIIII Sono una ricetta semplice e buonissima!

Se poi vene rimango un  po' dalle bocche fameliche, con l'aggiunta di scaglie di parmigiano, timo e basilico ci potete condire una goduriosa pasta fredda. Buoni e versatili. Provateli e non ve ne pentirete!

lunedì 11 luglio 2016

POLPETTONE DI TONNO

A Roma fa un caldo indiavolato! L'aria è ferma e non tira un refolo di vento. Le strade si svuotano  e solo con l'arrivo delle ore più fresche la città si inizia a rianimare. E' un caldo eccessivo, quasi innaturale.
A pranzo si va alla ricerca di tutto ciò che di fresco ci offre la fantasia. Insalate di tutti i tipi a base di ogni cosa; insalata, quinoa, farro, orzo, fregola, pasta, riso, pane....chi più ne ha più ne metta! 
Ma c'è un piatto che prevede si' la cottura ma che nei mesi estivi si esalta per la sua freschezza. Va rigorosamente preparato 1 giorno prima il che vuol dire che la fase di cottura (peraltro breve) si può fare la sera precedente all'utilizzo e poi....via in frigo a freddarsi ben bene; di cosa parlo? ma del mitico polpettone di tonno!!
Una volta provato non ne potrete fare più a meno! e' facile, è fresco e piace praticamente a tutti. All'ora, mettiamoci all'opera!

INGREDIENTI
Dose per 4 /5 persone
gr. 320 tonno (non sgocciolato)
2 uova intere
2 cucchiai di parmigiano
3/4 cucchiai di pan grattato
3 patate medie lesse
1 limone
q.b. sale, pepe, prezzemolo

SALMORIGLIO
1 limone
gr 100/150 olio extravergine di oliva
q.b. sale, pepe, prezzemolo

PROCEDIMENTO
Lessate le patate con tutta la buccia e quando saranno pronte succiatele e schiacciatele con lo schiacciapatate o con una forchetta aggiungendo un pizzico di sale. Unite il tonno, le uova salate e sbattute, il parmigiano e il pan grattato. Per il parmigiano ed il pan grattato sinceramente parto dalla dose suggerita ma poi mi regolo in base alla consistenza dell'impasto che deve essere morbido ma nel contempo non umido e abbastanza sodo. Per un polpettone più profumato, aggiungo delle zeste di limone e una cucchiaiata di prezzemolo tagliato finissimo. 
Impastate il tutto e formate un polpettone ben compatto. Avvolgetelo nella carta forno chiudendolo a caramella con dello spago da cucina. Fatto ciò,  avvolgetelo ben bene nella pellicola. In una pentola di dimensioni adeguate mettete l'acqua  e quando questa avrà raggiunto il bollore, metteteci il polpettone avendo l'accortezza di passare ad una fiamma media. Far cuocere in acqua profonda per 15/20 minuti.
Togliere dall'acqua, far freddare e mettere in frigo per almeno una notte.
Al momento del consumo, preparate un salmoriglio con olio, succo di limone passato al colino, prezzemolo ed un pizzico di sale e pepe tutto sbattuto insieme.
Tagliate il polpettone in fettine regolari e condite con il salmoriglio.......mi saprete dire che cos'è!! 
Si può servire come secondo o, se preparato in consistenza più soda, tagliato a dadini come antipasto.
Buon appetito!

lunedì 4 luglio 2016

TIRAMISU'


Il tiramisu' non ha bisogno di presentazioni. E' forse uno dei dolci Italiani più conosciuto anche al di fuori dei nostri confini. Inutile dire che ne esistono infinite varianti: con i savoiardi, con i pavesini, addirittura con gli oro saiwa e poi al caffè o alle fragole o...o ...o ....insomma chi più ne ha più ne metta. Ma come nasce questo dolce strepitoso?
Questo dolce così famoso nasce in realtà pochi decenni fa a cavallo tra gli anni 60 e gli anni 70 dalla rivisitazione dello "sbatudin" trevigiano. Lo "sbatudin" era un tuorlo montato con lo zucchero che veniva consumato con la panna montata ed i biscotti secchi e veniva utilizzato per "tirame su'".
Dall'aggiunta del mascarpone e dei savoiardi si è arrivati alla ricetta tradizionale di questo buonissimo dolce. La ricetta tradizionale prevede l'utilizzo di uova crude freschissime ma, per evitare problemi legati all'utilizzo di uova crude, per fare la crema seguo un procedimento che prevede la pastorizzazione delle uova. Siete pronti? allora ecco a voi la mia ricetta dei Tiramisu'!

INGREDIENTI
Dosi per 8 persone teglia rettangolare 20x25 o 16 monoporzioni
gr. 300 savoiardi 
gr. 500 mascarpone
gr. 150 zucchero
gr 126 tuorli (Pari a circa 7 uova)
gr. 105 acqua
n° 6 tazze di caffè
q.b. cacao amaro

PROCEDIMENTO
Per la preparazione dei savoiardi trovate la ricetta qui.
Per la crema io utilizzo un procedimento che prevede la pastorizzazione delle uova.
Mettere in un pentolino a doppio fondo l'acqua e lo zucchero, portate a bollore e versare sui tuorli frustali leggermente. Rimettere il tutto a fuoco dolce e far cuocere fino al raggiungimento degli 85° o, se non si possiede il termometro, sino a che il composto vela la marisa con sui continuamente girerete il tutto. Versare la crema così ottenuta nella planetaria e iniziare a farla montare con la frusta sino a che si sarà freddata . A questo punto aggiungere il mascarpone che avrete avuto l'accortezza di tenere a temperatura ambiente e che avrete già parzialmente montato. Unire con delicatezza i due composti ed voilà la crema è pronta. A questo punto inzuppate leggermente i savoiardi su entrambi i lati e disporli nel recipiente alternando uno strato di savoiardi ad uno strato di crema e chiudendo con uno strato corposo di crema. Per me la cosa migliore è prepararlo il giorno prima per il giorno dopo ma anche 2 ore di riposo in frigo possono bastare. Spolverizzare con cacao amaro prima di servire e.....buon appetito!

N.B. Questa volta ho preparato delle monoporzioni utilizzando dei vasetti a cui ho legato un cucchiaino di plastica argentato ma in realtà si può servire in infiniti modi diversi .....sbizzarritevi!!!