La pasta frolla è una di quelle preparazioni di base che io.....adoro!In generale preferisco mangiare il salato ma nell'ambito dei dolci la frolla ha un posto speciale nel mio cuore e.....nel mio palato.
Ci sono un'infinità di ricette che si possono fare per la frolla e tutte hanno una loro caratteristica per cui vale la pena di provarla.
Questa che vi propongo oggi l'ho chiamata "Frolla di base" perché, con dei piccoli accorgimenti, si adatta a diversi utilizzi. Biscotti, crostate o basi per torte frangipane: chi più ne ha più ne metta!
Provatela e non vi pentirete!
INGREDIENTI
gr. 300 farina 00
gr. 150 burro
gr. 100 zucchero
gr. 32 tuorli (pari a 2 tuorli di uova medie)
1 cucchiaio di latte intero
aromi a piacere (limone, vaniglia etc)
1 pizzico di sale
La frolla si può lavorare in modo diverso a seconda della ricetta e anche degli strumenti a disposizione. Questa ricetta può essere lavorata a mano, in planetaria o con un semplicissimo robot da cucina.
LAVORAZIONE A MANO
Disporre la farina a fontana su una tavola di legno ed inglobare il burro ben freddo tagliato a pezzettini fino a formare un composto sbriciolato della consistenza del parmigiano. A questo punto, formate nuovamente una fontana e disponete nel centro gli aromi, il pizzico di sale, lo zucchero, i tuorli ed il cucchiaio di latte. mescolate il tutto aggiungendo la farina. Lavorate l'impasto possibilmente non a lungo fino a formare una palla soda e compatta che metterete a riposare in frigo per almeno 30 minuti avvolta da pellicola alimentare.
LAVORAZIONE IN PLANETARIA
Tagliate il burro freddo in pezzetti regolari e mettetelo nella planetaria ricoperto dalla farina setacciata. Azionate la foglia (o K) a velocità media sino a che il composto diventi come il parmigiano grattugiato.
Aggiungete lo zucchero e subito dopo le uova con gli aromi.Lavorate brevemente sino a che l'impasto si compatta e si stacca dal bordo lasciano la ciotola pulita. Formate una palla, copritela con la pellicola alimentare e metterla a riposare per almeno 30 minuti in frigo.
LAVORAZIONE CON IL ROBOT
Mettete nella ciotola il burro e lo zucchero e lavoratelo con le lame sino a che sia ben amalgamato. A questo punto aggiungete gli aromi e le uova e, da ultimo, la farina setacciata a cucchiaiate. L'impasto sarà pronto quando si formerà una palla che si stacca dal bordo.
Formate sempre la solita palla e mettetela a riposare.
TEMPI DI RIPOSO
A mia esperienza la frolla viene molto meglio se ci sono dei tempi di riposo prolungati soprattutto se viene lavorata con il robot per cui vi consiglio di organizzarvi per tempo prevedendo almeno 1/2 ore di riposo; se ne ho la possibilità, io la preparo la sera per la mattina.
Quando la si tira fuori dal frigo sarà ovviamente molto dura; dovrete tagliarla a fettine di circa mezzo centimetro ed inizierete a lavorarla con le mani. Con il calore delle mani il burro si ammorbidirà di nuovo. Non appena la pasta si è leggermente ammorbidita, provvedete a stenderla velocemente. La frolla teme il caldo per cui per evitare che in cottura si sformi o sia meno friabile, cercate di essere veloci e precisi.
TEMPI DI COTTURA
Per quanto riguarda i tempi di cottura, dipende molto dall'utilizzo; per dei biscotti bisogna considerare almeno 15 minuti a 170°, per una crostata con marmellata di frutta, almeno 30/35 minuti.
Ovviamente i tempi sono indicativi perché dipendono molto dalla qualità e dalla modalità di funzionamento del forno.
mercoledì 19 ottobre 2016
martedì 18 ottobre 2016
ZUCCA AL MANDARINO
Quando si avvicina Halloween i negozi si riempiono di biscottini decorati ed anche io sono stati invitata a fare dentiere, dita e zucche di frolla ma......ultimamente mi piace mettermi alla prova e queste benedette "torte moderne" con diverse consistenze e glassi lucide, mi stanno attirando sempre più.
Cosa fare quindi? dopo vari rimuginamenti e dopo aver più e più volte tirato fuori dal mio armadio delle attrezzature il kit "Magia del tempo" mi sono decisa.....era arrivato il momento di usarlo.
La base è un fondo croccante di ciocorì alla gianduia e all'interno ci sono due cremosi, al mandarino e al cioccolato bianco e vaniglia, inframezzati da un biscotto agli agrumi.
Muoio dalla voglia di condividerlo con voi per cui....si parte!
ATTREZZATURA
Kit Magia del tempo. Lo si trova nei negozi specializzati o sul negozio on line di Silikomart; è il kit utilizzato da Emmanuele Forcone quando ha vinto il campionato del mondo.....hai visto mai portasse fortuna?
INGREDIENTI
Per fare questa torta sono necessarie 5 basi.
1) BISCOTTO AGLI AGRUMI (by Maurizio Santin)
gr. 100 uova (2 uova medie)
gr. 150 zucchero semolato
gr. 80 panna liquida
gr.120 farina
gr. 40 olio di oliva
mezzo cucchiaino di lievito
le zeste di 1 limone non trattato
Montare le uova con lo zucchero e le zeste fino a che il composto è bello spumoso. aggiungere la panna con delicatezza e la farina ben setacciata insieme al lievito. Per ultimo unite l'olio facendo attenzione a che il composto non si smonti.
Mettere su una placca coperta con carta forno stendendo il composto in modo regolare .
Cuocere a 170° fino a colorazione (Nel mio forno circa 10 minuti)
Quando il biscotto sarà pronto fatelo freddare coperto con carta forno
2) CREMOSO AL CIOCCOLATO BIANCO E VANIGLIA (Dal blog I dolci di Pinella)
gr 81 cioccolato bianco
gr 1,5 gelatina + 8 gr acqua ben fredda
gr. 35 tuorli (circa 2,5)
gr. 18 zucchero semolato
gr. 88 latte intero
gr. 88 panna liquida
1/2 bacca di vaniglia (semi)
Per prima cosa mettete la gelatina ad ammorbidirsi in acqua ben fredda.
Nel frattempo, mentre il latte e panna sono sul fuoco, unite i tuorli allo zucchero semolato ed i semi della mezza bacca di vaniglia. Quando il latte e la panna raggiungono quasi il bollore, versare sui tuorli e poi rimettere tutto sul fuoco medio mescolando con una marisa sino a che la temperatura del composto sarà di 82° o , se non avete il termometro, sino a che la marisa con cui girate la crema, si velerà leggermente; a questo punto la crema inglese sarà pronta!.
Aggiungete la gelatina ben strizzata; mescolare ben bene e passate al setaccio.
A questo punto, versate la crema ancora calda sul cioccolato bianco sbriciolato ed emulsionatelo con un mixer ad immersione facendo attenzione a non formare delle bolle d'aria.
3) CREMOSO AL MANDARINO
gr. 206 succo di mandarino filtrato (Prima spremuto e poi filtrato con un colino)
gr. 124 zucchero semolato
gr. 124 burro
gr. 132 uova intere
gr. 115 tuorli
gr. 4 gelatina + gr. 20 acqua ben fredda
Mettere ad idratare la gelatina.
Nel frattempo spremere gli agrumi e ricavate anche la sola parte arancione della buccia da almeno 4 mandarini.
In un pentolino mettere lo zucchero, i tuorli, le uova il burro molto ammorbidito, per ultimo unite il succo filtrato. cuocere a fuoco medio girando con una marisa sino ad arrivare al primo bollore; a questo punto aggiungete la gelatina be strizzata e poi filtrate tutto al setaccio.
4) GLASSA GIALLA E VERDE
gr 83 acqua
Cosa fare quindi? dopo vari rimuginamenti e dopo aver più e più volte tirato fuori dal mio armadio delle attrezzature il kit "Magia del tempo" mi sono decisa.....era arrivato il momento di usarlo.
La base è un fondo croccante di ciocorì alla gianduia e all'interno ci sono due cremosi, al mandarino e al cioccolato bianco e vaniglia, inframezzati da un biscotto agli agrumi.
Muoio dalla voglia di condividerlo con voi per cui....si parte!
ATTREZZATURA
Kit Magia del tempo. Lo si trova nei negozi specializzati o sul negozio on line di Silikomart; è il kit utilizzato da Emmanuele Forcone quando ha vinto il campionato del mondo.....hai visto mai portasse fortuna?
INGREDIENTI
Per fare questa torta sono necessarie 5 basi.
1) BISCOTTO AGLI AGRUMI (by Maurizio Santin)
gr. 100 uova (2 uova medie)
gr. 150 zucchero semolato
gr. 80 panna liquida
gr.120 farina
gr. 40 olio di oliva
mezzo cucchiaino di lievito
le zeste di 1 limone non trattato
Montare le uova con lo zucchero e le zeste fino a che il composto è bello spumoso. aggiungere la panna con delicatezza e la farina ben setacciata insieme al lievito. Per ultimo unite l'olio facendo attenzione a che il composto non si smonti.
Mettere su una placca coperta con carta forno stendendo il composto in modo regolare .
Cuocere a 170° fino a colorazione (Nel mio forno circa 10 minuti)
Quando il biscotto sarà pronto fatelo freddare coperto con carta forno
2) CREMOSO AL CIOCCOLATO BIANCO E VANIGLIA (Dal blog I dolci di Pinella)
gr 81 cioccolato bianco
gr 1,5 gelatina + 8 gr acqua ben fredda
gr. 35 tuorli (circa 2,5)
gr. 18 zucchero semolato
gr. 88 latte intero
gr. 88 panna liquida
1/2 bacca di vaniglia (semi)
Per prima cosa mettete la gelatina ad ammorbidirsi in acqua ben fredda.
Nel frattempo, mentre il latte e panna sono sul fuoco, unite i tuorli allo zucchero semolato ed i semi della mezza bacca di vaniglia. Quando il latte e la panna raggiungono quasi il bollore, versare sui tuorli e poi rimettere tutto sul fuoco medio mescolando con una marisa sino a che la temperatura del composto sarà di 82° o , se non avete il termometro, sino a che la marisa con cui girate la crema, si velerà leggermente; a questo punto la crema inglese sarà pronta!.
Aggiungete la gelatina ben strizzata; mescolare ben bene e passate al setaccio.
A questo punto, versate la crema ancora calda sul cioccolato bianco sbriciolato ed emulsionatelo con un mixer ad immersione facendo attenzione a non formare delle bolle d'aria.
3) CREMOSO AL MANDARINO
gr. 206 succo di mandarino filtrato (Prima spremuto e poi filtrato con un colino)
gr. 124 zucchero semolato
gr. 124 burro
gr. 132 uova intere
gr. 115 tuorli
gr. 4 gelatina + gr. 20 acqua ben fredda
Mettere ad idratare la gelatina.
Nel frattempo spremere gli agrumi e ricavate anche la sola parte arancione della buccia da almeno 4 mandarini.
In un pentolino mettere lo zucchero, i tuorli, le uova il burro molto ammorbidito, per ultimo unite il succo filtrato. cuocere a fuoco medio girando con una marisa sino ad arrivare al primo bollore; a questo punto aggiungete la gelatina be strizzata e poi filtrate tutto al setaccio.
4) GLASSA GIALLA E VERDE
gr 83 acqua
gr. 100 zucchero semolato
gr. 65 destrosio (in alternativa zucchero semolato)
gr. 83 latte condensato
gr 6 gelatina in fogli
gr. 30 acqua per gelatina
gr. 46 burro di cacao
gr. 17 Gelatina neutra (io uso la absolu cristal valrhona)
q.b. colore alimentare
Per prima cosa mettere i fogli di gelatina ad idratarsi nei 30 gr. di acqua ben fredda.
Nel frattempo mettere acqua, zucchero e e destrosio in un pentolino con il doppio fondo e far arrivare alla temperatura di 103°; a questa temperatura versare sul latte condensato e sulla gelatina ben strizzata. amalgamare il tutto aiutandovi con una marisa. Aggiungere il burro di cacao e la gelatina neutra. Emulsionare con un mixer ad immersione . Aggiungere il colorante e mixare nuovamente. Riporre in frigo ben coperta con la pellicola per almeno 12 ore. Per una migliore distribuzione del colore, il colorante lo potete mettere anche all'inizio nel pentolino con acqua e zucchero.
In questo caso io sono partita da una glassa gialla che avevo in frigo a cui ho aggiunto una minima puntina di arancio nei 2/3 e di blu nella restante parte per fare il verde.
N.B. Siccome fare la glassa può essere laborioso, vi consiglio di farne doppia dose senza coloranti e congelarla; quando vi serve ne prendete il necessario, la scaldate e colorate et voilà!
5) CROCCANTE ALLA GIANDUIA
gr. 70 cioccolato gianduia
2 manciate di rice crispies ....confesso che non li ho pesati . Mi regolo su quanti ne raccoglie il cioccolato!.
Sciogliere il cioccolato e unite i rice crispies....fatto.
Potete stendere il composto formando una base piatta di mezzo centimetro, far seccare e poi coppare con l'attrezzo di plastica del kit....io però avevo timore che fosse troppo duro per essere tagliato con un attrezzo di plastica per cui quando ho montato il dolce ho lasciato poco meno di mezzo centimetro di spazio e quando il dolce era ben congelato, ho preparato il croccante e l'ho messo sulla cima del dolce a colmare lo spazio e....funziona!
6) CIOCCOLATO BIANCO
Questa non è una base da preparare ma dovete considerare del cioccolato bianco fuso per rivestire lo stampo. Io ne ho sciolto circa gr. 60 anche se la buona parte l'ho recuperata scolando lo stampo.
MONTAGGIO DEL DOLCE
Rivestite lo stampo con il cioccolato bianco fuso formando quella che in gergo tecnico viene chiamata "camicia" e facendo scolare il cioccolato in eccesso (su You Tube ci sono dei tutorial sull'utilizzo del kit magia del tempo).
Quando il cioccolato sarà ben freddo, inserite per 1/3 il cremoso al mandarino. Far freddare una 20/30 minuti in freezer.
Inserire un disco di biscotto agli agrumi, coprire con il cremoso al cioccolato bianco. Far freddare nuovamente.
Completare con nuovamente un biscotto agli agrumi e, per ultimo, il cremoso al mandarino.
Alla fine dovrete lasciare una spazio per poco meno di mezzo centimetro.Riporre in freezer fino a completo congelamento.
A questo punto colmare lo spazio restante con il croccante alla gianduia e riporre in freezer.
Al momento del glassaggio, scaldare la glassa a 29/30°; tirate fuori il dolce, sformarlo e porlo su una grata.
Utilizzando l'attrezzo per la doppia glassa, inziate con il glassare l'esterno con il giallo / arancio.
La glassa verde l'ho colata ad una temperatura leggermente superiore ai 30° perché volevo che scendesse nelle scanalature dando l'effetto di una zucca ma per una preparazione .....meno Halloween, rispettate le temperature!
Qualche pallina dorata, le zeste di mandarino e dei corn flakes e.....BUON HALLOWEEN!!
martedì 11 ottobre 2016
MADELEINE BY MAURIZIO SANTIN
In questi ultimi giorni mi sono messa a provare diverse ricette salate ma non ho potuto fare a meno di pensare ai dolci soprattutto vedendo le foto di un corso fatto dal mitico Gino Fabbri presso la cucina di Babette. Beh, a farla breve, mi è venuta voglia di un "dolce risveglio".
Lo scorso Week End ho preparato due torte di compleanno per cui mi piaceva fare dei biscotti ma non dei veri e propri biscotti....insomma ho iniziato a girovagare con la mente e sono giunta a loro: le madeleine.
Le madeleine sono dei piccoli dolcetti a forma di conchiglia con la consistenza simile a quella del plum cake. Alcuni ritengono che il nome derivi da Maria Maddalena, donna che divenne discepola di Cristo e che poi si spostò in Francia in pellegrinaggio. Ciò spiegherebbe anche la tipica forma a conchiglia visto che nell'iconografia cristiana la conchiglia è il simbolo dei pellegrini. Altri, ritengono invece che il nome derivi da tal Madeleine Paulmier , pasticcera francese vissuta tra il XVIII ed il XIX secolo.
La loro diffusione nel mondo è stata sicuramente aiutata dall'essere parte del famoso romanzo di Proust " alla ricerca del tempo perduto".
Comunque sia e qualunque sia l'origine del nome ed il motivo della loro diffusione........sono STRABUONE!
Nel tempo ne ho provate varie ricette per poi approdare, come spesso capita, sulla ricetta del mitico Maurizio Santin. Se si seguono dosi e suggerimenti....il successo è assicurato.
Per poter fare le madeleine è essenziale avere una stampo adatto. In commercio ce ne sono di diversi tipi, io personalmente utilizzo stampi in silicone ma ne esistono anche in metallo....a voi la scelta!
INGREDIENTI
gr 200 uova intere (circa 4 medie)
gr. 200 zucchero semolato
gr. 250 farina
gr. 8 lievito per dolci
gr. 50 latte fresco
gr. 125 burro fuso
Scorza grattugiata di 1 limone
1/2 bacca di vaniglia (i semi)
PROCEDIMENTO
Mescolate in una ciotola le uova con lo zucchero; attenzione a non sbatterle per montarle! vanno solo mescolate. Aggiungete la farina setacciata con il lievito e aggiungete alla fine il latte a temperatura ambiente ed il burro fuso lasciato un pochino raffreddare.
Quando l'impasto è ben amalgamato, coprite con pellicola a contatto e fate riposare per 3 ore. Alla fine del riposo, imburrate e infarinate gli stampi (se in metallo) ed aiutandovi con una sac a poche riempite gli stampi sino ai 2/3.
Infornate a 170 ° per circa 15 minuti ma, in realtà, Maurizio Santin dice "Fino a colorazione" perché in effetti ogni forno a tempi differenti. Nel mio io le lascio per 20 minuti in modalità ventilata.
Appena fatte spolverizzatele con zucchero a velo. Per conservarle io le tengo in una scatola di latta ma....che dire, non è che debbano essere conservate a lungo visto che di solito.....finiscono in un baleno!!
Buon appetito!
Lo scorso Week End ho preparato due torte di compleanno per cui mi piaceva fare dei biscotti ma non dei veri e propri biscotti....insomma ho iniziato a girovagare con la mente e sono giunta a loro: le madeleine.
Le madeleine sono dei piccoli dolcetti a forma di conchiglia con la consistenza simile a quella del plum cake. Alcuni ritengono che il nome derivi da Maria Maddalena, donna che divenne discepola di Cristo e che poi si spostò in Francia in pellegrinaggio. Ciò spiegherebbe anche la tipica forma a conchiglia visto che nell'iconografia cristiana la conchiglia è il simbolo dei pellegrini. Altri, ritengono invece che il nome derivi da tal Madeleine Paulmier , pasticcera francese vissuta tra il XVIII ed il XIX secolo.
La loro diffusione nel mondo è stata sicuramente aiutata dall'essere parte del famoso romanzo di Proust " alla ricerca del tempo perduto".
Comunque sia e qualunque sia l'origine del nome ed il motivo della loro diffusione........sono STRABUONE!
Nel tempo ne ho provate varie ricette per poi approdare, come spesso capita, sulla ricetta del mitico Maurizio Santin. Se si seguono dosi e suggerimenti....il successo è assicurato.
Per poter fare le madeleine è essenziale avere una stampo adatto. In commercio ce ne sono di diversi tipi, io personalmente utilizzo stampi in silicone ma ne esistono anche in metallo....a voi la scelta!
INGREDIENTI
gr 200 uova intere (circa 4 medie)
gr. 200 zucchero semolato
gr. 250 farina
gr. 8 lievito per dolci
gr. 50 latte fresco
gr. 125 burro fuso
Scorza grattugiata di 1 limone
1/2 bacca di vaniglia (i semi)
PROCEDIMENTO
Mescolate in una ciotola le uova con lo zucchero; attenzione a non sbatterle per montarle! vanno solo mescolate. Aggiungete la farina setacciata con il lievito e aggiungete alla fine il latte a temperatura ambiente ed il burro fuso lasciato un pochino raffreddare.
Quando l'impasto è ben amalgamato, coprite con pellicola a contatto e fate riposare per 3 ore. Alla fine del riposo, imburrate e infarinate gli stampi (se in metallo) ed aiutandovi con una sac a poche riempite gli stampi sino ai 2/3.
Infornate a 170 ° per circa 15 minuti ma, in realtà, Maurizio Santin dice "Fino a colorazione" perché in effetti ogni forno a tempi differenti. Nel mio io le lascio per 20 minuti in modalità ventilata.
Appena fatte spolverizzatele con zucchero a velo. Per conservarle io le tengo in una scatola di latta ma....che dire, non è che debbano essere conservate a lungo visto che di solito.....finiscono in un baleno!!
Buon appetito!
sabato 1 ottobre 2016
CHIFFON CAKE
In alcuni momenti, più che in altri, si va alla ricerca della leggerezza. Ci sono eventi e situazioni che ti travolgono in un turbinio di sentimenti e sensazioni; ecco, proprio in questi casi un pizzico di leggerezza aiuta a fare ordine, a respirare, a vivere al meglio le situazioni. E allora cosa ci può essere di meglio di un bel dolcetto soffice soffice?
L'idea mi è venuta vedendo un post della mitica Pinella, fonte inesauribile di ispirazione, ed eccomi quindi pronta per un classico tra le torte "fluffose"; alias tutte quelle torte che della leggerezza ne fanno un must.
La Chiffon cake mi ha conquistato da subito! E' una torta versatile che si può servire secca, inumidita con bagne aromatizzate, può diventare una base per una torta farcita ma non per una torta di cake design perché è troppo morbida. E' particolare anche nello stampo che, udite udite!, non và assolutamente imburrato perché la torta deve freddarsi.....a testa in giù.
Insomma.....mi piace e mi piace farla e, volentieri, ve la propongo.
La ricetta l'ho trovata in rete non mi ricordo più su quale sito e l'ho poi modificata......come la solito;
questa volta l'ho profumata agli agrumi ma lasciate spazio alla vostra fantasia!!
INGREDIENTI
per uno stampo per chiffon cake di diametro 25cm ed altezza 14 cm.
gr. 200 acqua o, come in questo caso, succo di arancia filtrato
gr.290 farina 00
gr. 300 zucchero extrafine (Io ho usato uno zucchero di canna demerara)
gr 400 uova (pari a 8 uova medie e 6 uova grandi)
gr 120 olio di semi di arachide
gr 8 cremor tartaro
n° 1 bustina di lievito
n° 1 bacca di vaniglia
n° 1 limone
gr. 2 sale
Mescolate in una ciotola la farina, lo zucchero ed il lievito. Io consiglio di setacciare sempre la farina ed il lievito più che mai per preparare una torta soffice.
Montate i tuorli con l'acqua (o il succo d'arancia); aggiungete l'olio, la buccia di limone grattugiata, la polpa della bacca di vaniglia fino a formare una crema spumosa. A questo punto aggiungerete le polveri (Farina & Co. ) facendo attenzione di non smontare il tutto,
Montate a neve gli albumi aggiungendo il cremor tartaro quando diventano bianchi e sono ancora morbidi; continuate a sbattere per qualche minuto ed aggiungete anche gli albumi al resto del composto sempre con un movimento dal basso verso l'alto facendo attenzione che l'impasto non si smonti.
A questo punto versate nell'apposita tortiere NON IMBURRATA o, in alternativa, in una forma da ciambellone imburrata, abbastanza capiente (Considerate che questa dose è per uno stampo di diametro 25cm. ed alto 14 cm.).
Cuocere in forno ventilato a 160° per 60 minuti. Sui tempi di cottura però non posso che consigliarvi "la prova del coltello" cioè, inserite un coltellino a lama piatta non seghettata nel dolce e se la lama ne esce pulita vuol dire che la torta è pronta.
Togliere lo stampo dal forno e mettere la torta a freddare....a testa in giù fino a che non si fredda
completamente. A questo punto rigirate la tortiera ed aiutandovi con un coltello a lama piatta e non seghettata, passatelo sul bordo del dolce per staccarlo. Giratela su un piatto e, sempre aiutandovi con il coltello, staccate la base.
A questo punto la vostra chiffon cake è pronta per essere gustata! Io l'ho spolverizzata di zucchero a velo vanigliato ma......liberi di farcirla di crema, nutella o ...chi più ne ha più ne metta!
Buon appetito!
L'idea mi è venuta vedendo un post della mitica Pinella, fonte inesauribile di ispirazione, ed eccomi quindi pronta per un classico tra le torte "fluffose"; alias tutte quelle torte che della leggerezza ne fanno un must.
La Chiffon cake mi ha conquistato da subito! E' una torta versatile che si può servire secca, inumidita con bagne aromatizzate, può diventare una base per una torta farcita ma non per una torta di cake design perché è troppo morbida. E' particolare anche nello stampo che, udite udite!, non và assolutamente imburrato perché la torta deve freddarsi.....a testa in giù.
Insomma.....mi piace e mi piace farla e, volentieri, ve la propongo.
La ricetta l'ho trovata in rete non mi ricordo più su quale sito e l'ho poi modificata......come la solito;
questa volta l'ho profumata agli agrumi ma lasciate spazio alla vostra fantasia!!
INGREDIENTI
per uno stampo per chiffon cake di diametro 25cm ed altezza 14 cm.
gr. 200 acqua o, come in questo caso, succo di arancia filtrato
gr.290 farina 00
gr. 300 zucchero extrafine (Io ho usato uno zucchero di canna demerara)
gr 400 uova (pari a 8 uova medie e 6 uova grandi)
gr 120 olio di semi di arachide
gr 8 cremor tartaro
n° 1 bustina di lievito
n° 1 bacca di vaniglia
n° 1 limone
gr. 2 sale
Mescolate in una ciotola la farina, lo zucchero ed il lievito. Io consiglio di setacciare sempre la farina ed il lievito più che mai per preparare una torta soffice.
Montate i tuorli con l'acqua (o il succo d'arancia); aggiungete l'olio, la buccia di limone grattugiata, la polpa della bacca di vaniglia fino a formare una crema spumosa. A questo punto aggiungerete le polveri (Farina & Co. ) facendo attenzione di non smontare il tutto,
Montate a neve gli albumi aggiungendo il cremor tartaro quando diventano bianchi e sono ancora morbidi; continuate a sbattere per qualche minuto ed aggiungete anche gli albumi al resto del composto sempre con un movimento dal basso verso l'alto facendo attenzione che l'impasto non si smonti.
A questo punto versate nell'apposita tortiere NON IMBURRATA o, in alternativa, in una forma da ciambellone imburrata, abbastanza capiente (Considerate che questa dose è per uno stampo di diametro 25cm. ed alto 14 cm.).
Cuocere in forno ventilato a 160° per 60 minuti. Sui tempi di cottura però non posso che consigliarvi "la prova del coltello" cioè, inserite un coltellino a lama piatta non seghettata nel dolce e se la lama ne esce pulita vuol dire che la torta è pronta.
Togliere lo stampo dal forno e mettere la torta a freddare....a testa in giù fino a che non si fredda
completamente. A questo punto rigirate la tortiera ed aiutandovi con un coltello a lama piatta e non seghettata, passatelo sul bordo del dolce per staccarlo. Giratela su un piatto e, sempre aiutandovi con il coltello, staccate la base.
A questo punto la vostra chiffon cake è pronta per essere gustata! Io l'ho spolverizzata di zucchero a velo vanigliato ma......liberi di farcirla di crema, nutella o ...chi più ne ha più ne metta!
Buon appetito!
martedì 27 settembre 2016
BACCALA' MANTECATO
Che nella nostra famiglia il baccalà sia più che gradito è ormai cosa nota e non mi dilungherò nuovamente sulla storia del baccalà che potete trovare qui .
Questa volta, però, nonostante il nome non si tratta di baccalà ma di "Stoccafisso"; una domanda sorge spontanea :" Quale è la differenza?".La materia prima è sempre la stessa: il merluzzo che si pesca nei mari del Nord solo che il baccalà viene conservato sotto sale mentre lo stoccafisso è essiccato. La produzione dello stoccafisso è praticamente un monopolio della Norvegia. Per ben 3 mesi l'anno il merluzzo viene lasciato ad essiccare su delle rastrelliere fino a diventare duro come un pezzo di legno. Per reidratarlo ci vogliono dai 5 ai 7 giorni in acqua ben fredda.
Entrambi i metodi (salatura ed essiccazione) sono antichissimi e venivano utilizzati per la conservazione dei pesci e delle carni. Lo stoccafisso pare sia stato scoperto da un commerciante veneziano tal Pietro Querini che naufragò sulle isole Lofoten nel 1432. Costretto con parte della ciurma su queste isole, imparò a conoscere lo stoccafisso, dalla pesca ai metodi di conservazione e, un volta tornato a Venezia, ne diffuse la conoscenza. Da quel momento, grazie anche ai dettami della religione cattolica che prevedeva dei periodi "di magro" lo stoccafisso venne utilizzato come base di preparazione di diversi piatti. Tra tutti spicca il baccalà mantecato che, a dispetto del nome, viene in realtà preparato proprio con lo stoccafisso che, rispetto al baccalà, ha un sapore più intenso. Già i Norvegesi preparavano una sorta di crema sbattendo lo stoccafisso lessato con il burro ma oggi la ricetta si è evoluta in una versione più gourmet che oggi vi propongo.
INGREDIENTI
(per 4 persone)
Gr. 400 stoccafisso già ammollato
gr. 260 latte fresco intero
gr. 800 acqua
gr. 540 olio di semi di arachide
q.b. sale e pepe
PROCEDIMENTO
Mettere in una pentola lo stoccafisso e coprirlo con il latte e l'acqua freddi; porre sul fuoco e portare a bollore. A questo punto abbassare la fiamma e far sobbollire a fuoco medio per 20 minuti e, comunque, sino a che lo stoccafisso sia ben lessato. Spengere il fuoco e far freddare.
Quando il pesce sarà ben freddo, togliere tutte le spine e sminuzzarlo al mixer. A questo punto, avvalendovi di una planetaria con la frusta iniziate a montare lo stoccafisso sminuzzato a velocità medio alta aggiungendo l'olio a filo. Qualora fosse troppo consistente potete aggiungere un goccino dell' acqua/latte di cottura. Considerate che ci vogliono una quindicina di minuti circa e, comunque, il baccalà mantecato sarà pronto quando avrà raggiunto la consistenza di una panna montata.
Questa volta l'abbiamo mangiato come antipasto con crostini di pane ed un mix di peperoni ma si sposa bene anche con la polenta tostata.
Provatelo! non rimarrete delusi! Buon Appetito.
Questa volta, però, nonostante il nome non si tratta di baccalà ma di "Stoccafisso"; una domanda sorge spontanea :" Quale è la differenza?".La materia prima è sempre la stessa: il merluzzo che si pesca nei mari del Nord solo che il baccalà viene conservato sotto sale mentre lo stoccafisso è essiccato. La produzione dello stoccafisso è praticamente un monopolio della Norvegia. Per ben 3 mesi l'anno il merluzzo viene lasciato ad essiccare su delle rastrelliere fino a diventare duro come un pezzo di legno. Per reidratarlo ci vogliono dai 5 ai 7 giorni in acqua ben fredda.
Entrambi i metodi (salatura ed essiccazione) sono antichissimi e venivano utilizzati per la conservazione dei pesci e delle carni. Lo stoccafisso pare sia stato scoperto da un commerciante veneziano tal Pietro Querini che naufragò sulle isole Lofoten nel 1432. Costretto con parte della ciurma su queste isole, imparò a conoscere lo stoccafisso, dalla pesca ai metodi di conservazione e, un volta tornato a Venezia, ne diffuse la conoscenza. Da quel momento, grazie anche ai dettami della religione cattolica che prevedeva dei periodi "di magro" lo stoccafisso venne utilizzato come base di preparazione di diversi piatti. Tra tutti spicca il baccalà mantecato che, a dispetto del nome, viene in realtà preparato proprio con lo stoccafisso che, rispetto al baccalà, ha un sapore più intenso. Già i Norvegesi preparavano una sorta di crema sbattendo lo stoccafisso lessato con il burro ma oggi la ricetta si è evoluta in una versione più gourmet che oggi vi propongo.
INGREDIENTI
(per 4 persone)
Gr. 400 stoccafisso già ammollato
gr. 260 latte fresco intero
gr. 800 acqua
gr. 540 olio di semi di arachide
q.b. sale e pepe
PROCEDIMENTO
Mettere in una pentola lo stoccafisso e coprirlo con il latte e l'acqua freddi; porre sul fuoco e portare a bollore. A questo punto abbassare la fiamma e far sobbollire a fuoco medio per 20 minuti e, comunque, sino a che lo stoccafisso sia ben lessato. Spengere il fuoco e far freddare.
Quando il pesce sarà ben freddo, togliere tutte le spine e sminuzzarlo al mixer. A questo punto, avvalendovi di una planetaria con la frusta iniziate a montare lo stoccafisso sminuzzato a velocità medio alta aggiungendo l'olio a filo. Qualora fosse troppo consistente potete aggiungere un goccino dell' acqua/latte di cottura. Considerate che ci vogliono una quindicina di minuti circa e, comunque, il baccalà mantecato sarà pronto quando avrà raggiunto la consistenza di una panna montata.
Questa volta l'abbiamo mangiato come antipasto con crostini di pane ed un mix di peperoni ma si sposa bene anche con la polenta tostata.
Provatelo! non rimarrete delusi! Buon Appetito.
mercoledì 21 settembre 2016
GNOCCHI DI BACCALA' AI PEPERONI
E' passato un mese e mezzo da quando ho scritto sul blog e....mi sembra sia passato un secolo.
Nel tempo trascorso ho perso una persona cara: il mio papà e questo ha rappresentato un punto di svolta decisivo nella mia vita. Per giorni non mi sono neanche avvicinata alla cucina....cosa molto insolita visto che quando cucino mi si pulisce la testa e l'anima.
Non questa volta!
Questa volta ho avuto bisogno di tempo per iniziare a rimettermi in pista ed ho iniziato in sordina facendo dei biscottini per la famiglia, poi, timidamente, una crostata per degli amici inglesi che ci sono venuti a trovare e a coccolare, poi ancora una torta di cake design con i lego police man per un cliente abituale e poi, finalmente, dopo un meraviglioso week end in Toscana con la famiglia ed un'esperienza degustativa da urlo presso il nuovo ristorante di mio nipote (L'Essenziale a Firenze) mi è tornata la voglia!
Complice la telefonatina di una cliente, Alessandra, che mi chiedeva una proposta per una cena di compleanno, mi sono lanciata nella spesa.
Ora come ho detto più volte, abito a Roma vicino ad uno dei mercati migliori della città dove, da più di 60 anni, c'è un banchetto che vende baccalà e stoccafisso da urlo!! Adoro il baccalà e lo adorava anche il mio papà e quindi, anche in suo onore, ho preparato questa nuova ricetta. Siete pronti? VIA!
INGREDIENTI
(Per 4 persone)
gr. 300 Baccalà
gr. 150 farina 00
gr. 500 patate farinose (Circa 3 patate medie)
N° 1 uovo
N° 2 peperoni medi
1 manciata di uva sultanina
gr.40 pinoli
q.b. sale fino, pepe, prezzemolo
PROCEDIMENTO
Lavare bene le patate e metterle, con tutta la buccia, in acqua fredda leggermente salata. Dal bollore aspettare dai 20 ai 30 minuti prima di verificare con una forchetta se siano morbide.
Nel frattempo, lessare il baccalà mettendolo in acqua bollente senza sale (Meglio verificare la sapidità a fine cottura in quanto, anche se correttamente ammollato, potrebbe essere comunque troppo salato) e scolare bene quando è pronto. Prenderne i 2/3 e utilizzando il mixer formare una purea alla quale aggiungerete l'uovo sbattuto; se necessario, aggiustatelo con sale ed un pizzico di pepe.
Per quando avrete finito di preparare il puré di baccalà le patate saranno pronte.
Mettere un velo di farina sulla spianatora o, meglio, su un piano di marmo, e , dopo averle sbucciate, passate le patate al passapatate direttamente sulla farina. A questo punto aggiungete anche la purea di baccalà e uovo e procedete ad impastare gli gnocchi aggiungendo poco alla volta la farina.
Ora, il problema è che vi si appiccicherà....da tutte le parti ma.....non demordete e, soprattutto, io quando il più è amalgamato, mi lavo le mani e le inumidisco con dell'olio d'oliva; vedrete che sarà molto più facile lavorare l'impasto!.
Formate una palla e preparate nel frattempo un vassoio spolverizzato di farina su cui adagerete gli gnocchi mano a mano che li preparate.
Con parte dell'impasto iniziate a preparare dei filoncini che poi taglierete in gnocchi il più possibile regolari.
Io li lascio riposare così per almeno un 15 minuti per far leggermente freddare lo gnocco. Se piace, si possono creare delle scanalature con i rebbi di una forchetta....ma io li preferisco lisci !
Prima di iniziare a impastare gli gnocchi, avrete tagliato a quadratini i peperoni. Io li preparo mettendo in una padella un filo d'olio. Li faccio saltare a fuoco vivace per almeno 10 minuti e poi li salo, abbasso la fiamma, aggiungo una manciata di uva sultanina, aggiungo un mezzo bicchiere d'acqua, li copro e li lascio andare per almeno 20 minuti. Alla fine prendo i soli peperoni (Lasciando a parte l'uvetta) e li passo al mixer.
BENE! Gli gnocchi, sono pronti
I peperoni sono cotti e mixati
Manca da tostare brevemente i pinoli in un padellino antiaderente e poi siamo pronti a comporre il piatto.
Tuffare gli gnocchi (Non tutti insieme) in acqua salata bollente e non appena vengono a galla, prenderli con una schiumarola e metterli in una ciotola dove avrete messo la metà della purea di peperoni.
Mescolare ben bene e posizionare gli gnocchi nei piatti aggiungendo sopra in quest'ordine:
Purea di peperoni
pezzettini di baccalà lessato e sbriciolato e
uvetta sultanina
pinoli tostati
un pochino di prezzemolo
Che dire....a casa mia l'esperimento è piaciuto.....tantissimo per cui, cara Alessandra, che gnocchi di baccalà sia!
Nel tempo trascorso ho perso una persona cara: il mio papà e questo ha rappresentato un punto di svolta decisivo nella mia vita. Per giorni non mi sono neanche avvicinata alla cucina....cosa molto insolita visto che quando cucino mi si pulisce la testa e l'anima.
Non questa volta!
Questa volta ho avuto bisogno di tempo per iniziare a rimettermi in pista ed ho iniziato in sordina facendo dei biscottini per la famiglia, poi, timidamente, una crostata per degli amici inglesi che ci sono venuti a trovare e a coccolare, poi ancora una torta di cake design con i lego police man per un cliente abituale e poi, finalmente, dopo un meraviglioso week end in Toscana con la famiglia ed un'esperienza degustativa da urlo presso il nuovo ristorante di mio nipote (L'Essenziale a Firenze) mi è tornata la voglia!
Complice la telefonatina di una cliente, Alessandra, che mi chiedeva una proposta per una cena di compleanno, mi sono lanciata nella spesa.
Ora come ho detto più volte, abito a Roma vicino ad uno dei mercati migliori della città dove, da più di 60 anni, c'è un banchetto che vende baccalà e stoccafisso da urlo!! Adoro il baccalà e lo adorava anche il mio papà e quindi, anche in suo onore, ho preparato questa nuova ricetta. Siete pronti? VIA!
INGREDIENTI
(Per 4 persone)
gr. 300 Baccalà
gr. 150 farina 00
gr. 500 patate farinose (Circa 3 patate medie)
N° 1 uovo
N° 2 peperoni medi
1 manciata di uva sultanina
gr.40 pinoli
q.b. sale fino, pepe, prezzemolo
PROCEDIMENTO
Lavare bene le patate e metterle, con tutta la buccia, in acqua fredda leggermente salata. Dal bollore aspettare dai 20 ai 30 minuti prima di verificare con una forchetta se siano morbide.
Nel frattempo, lessare il baccalà mettendolo in acqua bollente senza sale (Meglio verificare la sapidità a fine cottura in quanto, anche se correttamente ammollato, potrebbe essere comunque troppo salato) e scolare bene quando è pronto. Prenderne i 2/3 e utilizzando il mixer formare una purea alla quale aggiungerete l'uovo sbattuto; se necessario, aggiustatelo con sale ed un pizzico di pepe.
Per quando avrete finito di preparare il puré di baccalà le patate saranno pronte.
Mettere un velo di farina sulla spianatora o, meglio, su un piano di marmo, e , dopo averle sbucciate, passate le patate al passapatate direttamente sulla farina. A questo punto aggiungete anche la purea di baccalà e uovo e procedete ad impastare gli gnocchi aggiungendo poco alla volta la farina.
Ora, il problema è che vi si appiccicherà....da tutte le parti ma.....non demordete e, soprattutto, io quando il più è amalgamato, mi lavo le mani e le inumidisco con dell'olio d'oliva; vedrete che sarà molto più facile lavorare l'impasto!.
Formate una palla e preparate nel frattempo un vassoio spolverizzato di farina su cui adagerete gli gnocchi mano a mano che li preparate.
Con parte dell'impasto iniziate a preparare dei filoncini che poi taglierete in gnocchi il più possibile regolari.
Io li lascio riposare così per almeno un 15 minuti per far leggermente freddare lo gnocco. Se piace, si possono creare delle scanalature con i rebbi di una forchetta....ma io li preferisco lisci !
Prima di iniziare a impastare gli gnocchi, avrete tagliato a quadratini i peperoni. Io li preparo mettendo in una padella un filo d'olio. Li faccio saltare a fuoco vivace per almeno 10 minuti e poi li salo, abbasso la fiamma, aggiungo una manciata di uva sultanina, aggiungo un mezzo bicchiere d'acqua, li copro e li lascio andare per almeno 20 minuti. Alla fine prendo i soli peperoni (Lasciando a parte l'uvetta) e li passo al mixer.
BENE! Gli gnocchi, sono pronti
I peperoni sono cotti e mixati
Manca da tostare brevemente i pinoli in un padellino antiaderente e poi siamo pronti a comporre il piatto.
Tuffare gli gnocchi (Non tutti insieme) in acqua salata bollente e non appena vengono a galla, prenderli con una schiumarola e metterli in una ciotola dove avrete messo la metà della purea di peperoni.
Mescolare ben bene e posizionare gli gnocchi nei piatti aggiungendo sopra in quest'ordine:
Purea di peperoni
pezzettini di baccalà lessato e sbriciolato e
uvetta sultanina
pinoli tostati
un pochino di prezzemolo
Che dire....a casa mia l'esperimento è piaciuto.....tantissimo per cui, cara Alessandra, che gnocchi di baccalà sia!
sabato 6 agosto 2016
CIOCCOLATO E PESCHE.....WHAT ELSE?
Che ho una smisurata passione per il pasticcere Leonardo Di Carlo si sà! Vado in giro con il suo librone sotto braccio come fosse una "Bibbia" della pasticceria. Ma in realtà sono moltissimi i pasticceri che mi ispirano e mi spingono a fare meglio Uno su tutti è Maurizio Santin. E' una perla rara per disponibilità e facilità di condivisione, in più le sue ricette sono praticamente....PERFETTE! Non mi è mai capitato di trovarmi in difficoltà replicando una sua ricetta e seguendo passo passo i suoi suggerimenti. Fra le sue creazione ce ne è una che io adoro: La torta Tenerella. E' una tota semplice, veloce, facile e incredibilmente versatile.
Da sola o abbinata ad altri ingredienti è una vera delizia per il palato. Si presta a milioni di rivisitazioni ed ha l'incredibile caratteristica di piacere a tutti.....ma veramente a tutti, tutti, tutti, anche quelli che dicono "io i dolci non li amo!".
Questa volta l'occasione era una cena tra amici e la voglia, era quella di unire al cioccolato il profumo delle pesche che in questo periodo sono strepitose.
Detto fatto! Ecco a voi la "tenerella alle pesche".
Base, Torta tenerella, sopra uno strato di confettura pesche e menta e per chiudere una meravigliosa namelaka al limone guarnita con pesche spadellate con zucchero si canna e cannella. E' stato un successone!
INGREDIENTI
per una tortiera quadrata 20x20
Torta tenerella : la ricetta ed il procedimento lo trovate Qui
CONFETTURA DI PESCHE E MENTA
Gr. 500 pesche giallo e mature
gr 300 zucchero semolato
Il succo di mezzo limone
1 manciata di foglioline di menta e mentuccia
Sbucciare le pesche e tagliarle a pezzettini. Porre, in una casseruola, la meta' dello zucchero, i pezzetti di pesca e la menta , e coprire con la restante parte dello zucchero. Far macerare per circa 4/5 ore. Accendere il fuoco ed iniziare la cottura della confettura. Se si forma della schiuma in superficie ( e' normale che accada), toglierla con una schiumare la. Trascorsi circa 20 minuti, aggiungere il succo filtrato di mezzo limone e continuare la cottura sino a che la confettura superra' la prova del piattino. Che cos'e'? Si, mette un cucchiaino di compostsu di un piattino, si aspettano 1/2 minuti e poi si gira il piattino; se la confettura rimane al suo posto e non cola.....e' pronta!.
Togliere la confettura dalla casseruola e porla in una tazza coperta dalla pellicola a contatto e farla intiepidire.
Stenderla sulla tenerella e far freddare.
NAMELAKA AL LIMONE
La ricetta l'ho presa dal mitico Blog "i dolci di Pinella".
gr.100 latte intero
gr. 3 gelatina
gr. 15 acqua freddissima
gr. 170 cioccolato bianco
gr. 200 panna liquida fredda
gr. 60 succo filtrato di limone
la buccia grattugiata di mezzo limone biologico
Per prima cosa mettere ad idratare la gelatina n acqua ben fredda e poi scaldarla brevemente o al microonde o a bagnomaria. Fondere il cioccolato. Far bollire il latte ed unirvi la gelatina. Poi, in tre riprese, versate il atte bollente sul cioccolato creando una bella emulsione miscelando con la marisa. Aggiungete la panna fredda e mescolate con un minipimer facendo attenzione a non inglobare aria. A questo punto aggiungete il succo di limone filtrato e la scorza. Mescolate con attenzione non inglobando aria, coprire con pellicola a contatto e porre in frigo per almeno 8 ore (io l'ho fatto riposare per una notte).
Il giorno successivo l'ho montata con la frusta.
PESCHE SPADELLATE
n° 2 pesche giallone
Lavare accuratamente le pesche e tagliare a fettine non molto sottili. Mettere in una padella antiaderente 1 noce di burro e d cucchiai di zucchero di canna integrale. Quando il burro si sarà sciolto e avrà formato con lo zucchero una sorta di cremina, mettere le fettine delle pesche . Aiutandovi con una pinza girare le fettine dopo 2/3 minuti e , comunque, quando si saranno colorite. A questo punto spolverizzate le pesche con 1 cucchiaino di cannella passata al setaccio. Far andare ancora per 2/3 minuti e poi mettere le fettine su un foglio di carta forno in attesa dell'utilizzo.
MONTAGGIO DEL DOLCE
Spalmare la confettura di pesche e menta sopra la tenerella ed attendere che si freddi. Decorare con la namelaka al limonee le fettine di pesca spadellate. Io per la decorazione con la namelaka ho utilizzato la bocchetta dal Sain Honoré ma ognuno può utilizzare al meglio la propria fantasia.
Che dire.....è stata un successone. Provatela!!
Da sola o abbinata ad altri ingredienti è una vera delizia per il palato. Si presta a milioni di rivisitazioni ed ha l'incredibile caratteristica di piacere a tutti.....ma veramente a tutti, tutti, tutti, anche quelli che dicono "io i dolci non li amo!".
Questa volta l'occasione era una cena tra amici e la voglia, era quella di unire al cioccolato il profumo delle pesche che in questo periodo sono strepitose.
Detto fatto! Ecco a voi la "tenerella alle pesche".
Base, Torta tenerella, sopra uno strato di confettura pesche e menta e per chiudere una meravigliosa namelaka al limone guarnita con pesche spadellate con zucchero si canna e cannella. E' stato un successone!
INGREDIENTI
per una tortiera quadrata 20x20
Torta tenerella : la ricetta ed il procedimento lo trovate Qui
CONFETTURA DI PESCHE E MENTA
Gr. 500 pesche giallo e mature
gr 300 zucchero semolato
Il succo di mezzo limone
1 manciata di foglioline di menta e mentuccia
Sbucciare le pesche e tagliarle a pezzettini. Porre, in una casseruola, la meta' dello zucchero, i pezzetti di pesca e la menta , e coprire con la restante parte dello zucchero. Far macerare per circa 4/5 ore. Accendere il fuoco ed iniziare la cottura della confettura. Se si forma della schiuma in superficie ( e' normale che accada), toglierla con una schiumare la. Trascorsi circa 20 minuti, aggiungere il succo filtrato di mezzo limone e continuare la cottura sino a che la confettura superra' la prova del piattino. Che cos'e'? Si, mette un cucchiaino di compostsu di un piattino, si aspettano 1/2 minuti e poi si gira il piattino; se la confettura rimane al suo posto e non cola.....e' pronta!.
Togliere la confettura dalla casseruola e porla in una tazza coperta dalla pellicola a contatto e farla intiepidire.
Stenderla sulla tenerella e far freddare.
NAMELAKA AL LIMONE
La ricetta l'ho presa dal mitico Blog "i dolci di Pinella".
gr.100 latte intero
gr. 3 gelatina
gr. 15 acqua freddissima
gr. 170 cioccolato bianco
gr. 200 panna liquida fredda
gr. 60 succo filtrato di limone
la buccia grattugiata di mezzo limone biologico
Per prima cosa mettere ad idratare la gelatina n acqua ben fredda e poi scaldarla brevemente o al microonde o a bagnomaria. Fondere il cioccolato. Far bollire il latte ed unirvi la gelatina. Poi, in tre riprese, versate il atte bollente sul cioccolato creando una bella emulsione miscelando con la marisa. Aggiungete la panna fredda e mescolate con un minipimer facendo attenzione a non inglobare aria. A questo punto aggiungete il succo di limone filtrato e la scorza. Mescolate con attenzione non inglobando aria, coprire con pellicola a contatto e porre in frigo per almeno 8 ore (io l'ho fatto riposare per una notte).
Il giorno successivo l'ho montata con la frusta.
PESCHE SPADELLATE
n° 2 pesche giallone
Lavare accuratamente le pesche e tagliare a fettine non molto sottili. Mettere in una padella antiaderente 1 noce di burro e d cucchiai di zucchero di canna integrale. Quando il burro si sarà sciolto e avrà formato con lo zucchero una sorta di cremina, mettere le fettine delle pesche . Aiutandovi con una pinza girare le fettine dopo 2/3 minuti e , comunque, quando si saranno colorite. A questo punto spolverizzate le pesche con 1 cucchiaino di cannella passata al setaccio. Far andare ancora per 2/3 minuti e poi mettere le fettine su un foglio di carta forno in attesa dell'utilizzo.
MONTAGGIO DEL DOLCE
Spalmare la confettura di pesche e menta sopra la tenerella ed attendere che si freddi. Decorare con la namelaka al limonee le fettine di pesca spadellate. Io per la decorazione con la namelaka ho utilizzato la bocchetta dal Sain Honoré ma ognuno può utilizzare al meglio la propria fantasia.
Che dire.....è stata un successone. Provatela!!
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